Sono su un'isola, piccola, dove tutti si conoscono.
Provo ansia immotivata che diventa terrore quando capisco cosa sta succedendo.
Tutti gli abitanti dell'isola si stanno suicidando. E' come se fossero stati programmati per togliersi la vita, ciascuno in modo diverso.
Ho la sensazione che una mente superiore abbia organizzato queste morti alle quali nessuno si può sottrarre.
Non c'è pietà, non c'è amore.
Vedo una madre che lascia cadere i figli in acqua e li uccide per poi togliersi la vita.
Sono in preda al panico. So che toccherà anche a me.
Ad un certo punto mi trovo davanti alla casa di mio nonno. Mi aspettava. E' vecchio ma sano.
Sale in macchina e andiamo sull'isola. Mi spiega come dobbiamo morire.
Siamo sopra un'altura, sotto gli scogli e il mare. Si siede su una sedia già per metà nel vuoto ed è pronto a buttarsi giù.
Nessun dubbio, nessun tentennamento.
Mi sveglio.
Nei Sogni
Il compito
Sono in azienda ma la sensazione è di essere a scuola. Non ho ancora finito gli studi. Pensavo di essermi diplomata e poi laureata ma realizzo che non è così. Devo tornare sui banchi di scuola e completare il ciclo di studi. I miei compagni sono in realtà i colleghi e l'insegnante è una dirigente amministrativa. Ha trattato una nuova procedura mentre ero a casa con l'influenza e nessuno vuole passarmi gli appunti. Non so cosa fare. Fra poco interroga e io sono assolutamente impreparata. C'è un clima di ansia generale. Corro dietro a tutti cercando di farmi spiegare la lezione che ho perso ma nessuno ha tempo per me. So che farò una brutta figura e mi sento già ora inadeguata. Mi sveglio.
La gastroscopia
Sono in ospedale per fare una gastroscopia. Improvvisamente realizzo di essere da sola. Mio marito è in ufficio e mia mamma non sa che sono lì. Come farò dopo ad ascoltare il medico, ad andare a casa? Ricordo che le volte precedenti ero sedata e non riuscivo quasi a reggermi in piedi. Sono sul lettino e iniziano a preparare l'iniezione. Il medico ha occhi freddi e penetranti e un viso supponente. Mi dice in modo diretto di sentire noia e antipatia nei miei confronti. Non reagisco. E' come se fossi rassegnata a suscitare nelle persone sensazioni di questo genere. Mi sento sola. Improvvisamente mi volto e vedo lui, il mio compagno. Si è liberato per essere presente, come sempre del resto. Dalle sue parole capisco che ha avvisato mia mamma e le ha imposto di venire. La vedo. La sedazione inizia a fare effetto e sento il tubo che scende in gola. Non provo dolore ma una sensazione di soffocamento. Guardo in alto e vedo il trecciato del mio battito cardiaco che in alcuni momenti diventa piatto. Quando è tutto finito sento dire che nel mio stomaco ci sono pareti più spesse dovute a una infiammazione. Il tono del medico è freddo e lascia intendere che la situazione potrebbe essere preoccupante. Mi agito ma nessuno se ne accorge. Mi sveglio.
Un dubbio
Sto cambiando. E' positivo. I miei orizzonti si estendono, sento di non avere più i limiti mentali di prima. Ho scoperto momenti di profonda sintonia con me stessa e quello che mi circonda. Rari certo, ma ora so che ci posso arrivare. Grazie a questi momenti ho maggior consapevolezza di quando non sono in armonia con me stessa. E anche questo ritengo che sia un passo in profondità. Un forte scossone, un dolore schiacciante, e poi una sorta di rinascita. E tutto assume un nuovo significato o forse è nuova la prospettiva da cui si guarda.
Poi un segnale evidente del corpo, anch'esso sta cambiando. Allora mi chiedo: sono io che cresco, mentalmente ed emotivamente, perchè la mia introspezione mi sta aiutando ad evolvere oppure è la vita, con il suo scorrere, che porta ad una maturazione inevitabile e necessaria ad affrontare il cammino?
Poi un segnale evidente del corpo, anch'esso sta cambiando. Allora mi chiedo: sono io che cresco, mentalmente ed emotivamente, perchè la mia introspezione mi sta aiutando ad evolvere oppure è la vita, con il suo scorrere, che porta ad una maturazione inevitabile e necessaria ad affrontare il cammino?
Il tempo...
Mi devo sposare. Me ne rendo conto all'improvviso pochi giorni prima della data fissata. Vado nel panico. E' come se dovessi organizzare un evento e me ne dimenticassi completamente fino alla settimana dell'evento stesso. Non è l'angoscia legata all'idea del matrimonio bensì l'idea di tutto quello che c'è da fare. Mi è chiaro che il tempo è troppo poco. Non ce la farò mai.
Mio fratello
Mi trovo improvvisamente a casa di mio fratello. Da tanto tempo non venivo invitata, anzi ci sono stata una volta sola. Mio figlio in quattro anni di vita non ha mai visto la casa dello zio. C'è un ragione per cui sono lì, una cortesia o qualcosa di simile. Il bambino vaga da una stanza all'altra incuriosito. Scopro una casa diversa da quella che ricordavo, più grande e signorile. L'arredamento, già elegante, è stato sicuramente arricchito da mobili d'antiquariato di maggior valore, mobili di famiglia naturalmente. Sento gelosia. Il paragone viene spontaneo. Più le percorro, più le stanze diventano grandi. Ricorda molto la casa in cui siamo cresciuti. Cammino sotto un grande porticato con colonne d'epoca, arricchito da vasi di fiori e piante verdi. Sotto, un giardino estremamente curato, sembra un chiostro. Mio fratello cammina al mio fianco. Sento un grande peso sullo stomaco. Nel sogno realizzo che la gelosia e quella punta d'invidia che lui mi ha sempre trasmesso e che hanno avvelenato il nostro rapporto sono sentimenti che provo anch'io nei suoi confronti. Mi sveglio.
Il liceo
Una mattina mi sveglio nel mio letto di ragazza e mi rendo conto che devo andare a scuola. Proprio quella mattina inizia l'anno scolastico dopo le vancanze estive. E proprio quella mattina mi ricordo che sono tornata al liceo. Ansia. Non ho fatto i compiti estivi come posso presentarmi in classe? La sensazione è di totale sbigottimento. In quel momento ricordo esattamente le mie abitudini di ragazza, il pullman in piazza, la nebbia, il caffè nel baretto vicino alla scuola. Sento, come allora, l'agitazione delle interrogazioni e le insicurezze di quell'età. Improvvisamente alle sensazioni del passato si sovrappongono quelle del presente e nel sogno mi rendo conto di aver superato quella fase. Sono laureata da tempo. Perchè allora è come se avvertissi di non avessi completato un ciclo di studi e di dover tornare sui banchi di scuola? Vago in un atrio grandissimo che ricorda vagamente quello reale del mio liceo ma non so dove andare. Tutti si conoscono, si salutano e chiacchierano in modo amicale. Io non conosco nessuno e mi sento estranea e fuori luogo. Sono grande rispetto a loro e sento che mi deridono. Trovo la classe. Ancora il passato prende il sopravvento. Ritrovo i miei vecchi compagni e l'atmosfera di allora. Il corpo è della ragazza di un tempo. Perchè allora anche loro mi deridono? Mi sveglio.
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