La gastroscopia
Sono in ospedale per fare una gastroscopia. Improvvisamente realizzo di essere da sola. Mio marito è in ufficio e mia mamma non sa che sono lì. Come farò dopo ad ascoltare il medico, ad andare a casa? Ricordo che le volte precedenti ero sedata e non riuscivo quasi a reggermi in piedi. Sono sul lettino e iniziano a preparare l'iniezione. Il medico ha occhi freddi e penetranti e un viso supponente. Mi dice in modo diretto di sentire noia e antipatia nei miei confronti. Non reagisco. E' come se fossi rassegnata a suscitare nelle persone sensazioni di questo genere. Mi sento sola. Improvvisamente mi volto e vedo lui, il mio compagno. Si è liberato per essere presente, come sempre del resto. Dalle sue parole capisco che ha avvisato mia mamma e le ha imposto di venire. La vedo. La sedazione inizia a fare effetto e sento il tubo che scende in gola. Non provo dolore ma una sensazione di soffocamento. Guardo in alto e vedo il trecciato del mio battito cardiaco che in alcuni momenti diventa piatto. Quando è tutto finito sento dire che nel mio stomaco ci sono pareti più spesse dovute a una infiammazione. Il tono del medico è freddo e lascia intendere che la situazione potrebbe essere preoccupante. Mi agito ma nessuno se ne accorge. Mi sveglio.
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