E se mia mamma si fosse identificata con mio fratello? Per anni ho cercato di capire il perchè di tante differenze comportamentali verso due figli che dovrebbero essere amati in egual misura a prescindere dal carattere e da un diverso modo di concepire lavoro e rapporti interpersonali, quindi la vita.
Invece no. Ci sono un fratello definito un pò sfortunato e una figlia definita troppo caparbia e autonoma. Ho cercato una giustificazione all'eccessivo senso di protezione verso un ragazzo indolente e insicuro ma potenzialmente capace. Ho cercato di capire il perchè di un atteggiamento costantemente svalutativo nei confronti di una figlia insicura ma determinata a raggiungere i propri obiettivi. Guardavo nella direzione sbagliata. Come quando si sfoglia un giornale e si pone l'attenzione solo su certi articoli. Quando si amplia la prospettiva e cambia il modo di guardare, lo stesso giornale rivela altre risposte significative. Mio fratello è uguale a mia mamma e mia mamma vede in lui la sua stessa incapacità di affrontare situazioni difficili, di prendere posizioni decise. Anche la frustrazione è la stessa. La frustrazione di una vita condizionata dagli altri e basata su scelte non proprie o non condivise fino in fondo. Una vita fatta di pochi errori ma non vissuta veramente.
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